Diabolik dalla 1a serie 1964 all'annata 46° 2015 Astorina

Diabolik 1a serie Ingoglia/Astorina 1964

Diabolik 2a serie Astorina 1965

Diabolik anno 5° Astorina 1966

Diabolik anno 6° Astorina 1967

Diabolik anno 7° Astorina 1968

Diabolik anno 8° Astorina 1969

Diabolik anno 9° Astorina 1969

Diabolik anno 10° Astorina 1971

Diabolik anno 11° Astorina 1972

Diabolik anno 12° Astorina 1973

Diabolik anno 13° ASTORINA 1974

Diabolik anno 14° Astorina 1975

Diabolik anno 15° Astorina 1976

Diabolik anno 16° Astorina 1977

Diabolik anno 17° Astorina 1978

Diabolik anno 18° Astorina 1979

Diabolik anno 19° Astorina 1980

Diabolik anno 20° Astorina 1981

Diabolik anno 21° Astorina 1982

Diabolik anno 22° Astorina 1983

Diabolik anno 23° Astorina 1984

Diabolik anno 24° Astorina 1985

Diabolik anno 25° Astorina 1986

Diabolik anno 26° Astorina 1987

Diabolik anno 27° Astorina 1988

Diabolik anno 28° Astorina 1989

Diabolik anno 29° Astorina 1990

Diabolik anno 30° Astorina 1991

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Diabolik anno 36° Astorina 1997

Diabolik anno 37° Astorina 1998

Diabolik anno 38° Astorina 1999

Diabolik anno 39° Astorina 2000

Diabolik anno 40° Astorina 2001

Diabolik anno 41° Astorina 2002

Diabolik anno 42° Astorina 2003

Diabolik anno 43° Astorina 2004

Diabolik anno 44° Astorina 2005

Diabolik anno 45° Astorina 2006

Diabolik anno 46° Astorina 2007

Diabolik Ristampa

Per chi non conoscesse Diabolik

Diabolik nacque da un'idea di Angela Giussani che, osservando tutti i giorni i pendolari che transitavano per la Stazione di Milano Cadorna (vicino alla quale viveva), ebbe l'intuizione di realizzare un fumetto con un formato "tascabile", cioè che si potesse facilmente leggere aspettando il treno e poi in viaggio, per riporlo infine comodamente "in tasca". Per capire i gusti dei suoi potenziali clienti, Angela condusse un'indagine di mercato da cui scaturì che molti in viaggio leggevano romanzi gialli (secondo un'altra versione, l'intuizione le venne per caso dopo aver trovato su un treno un romanzo di Fantomas). Nasce così il "formato Diabolik" (12 x 17 cm), poi ripreso da molte altre pubblicazioni del genere, formato che contribuirà al successo nel tempo di questo personaggio dei fumetti.

Il primo numero, uscito il 1º novembre 1962 portava il titolo Il re del terrore. Diabolik è un ladro spietato e quasi sempre vincente. Fidanzato inizialmente con Elisabeth Gay, nel terzo numero della serie incontra la bellissima Eva Kant, che diventerà la sua compagna di vita; il loro costante scopo è rubare denaro e gioielli. Non si fanno scrupoli morali, in quanto spesso le vittime sono ricche famiglie, banche o altri personaggi criminalmente arricchiti. Agiscono sempre con estrema sicurezza e freddezza. Il ricavato serve per vivere una vita agiata e per finanziare i nuovi e sofisticati metodi per le future rapine, spesso tecnologicamente al limite dell'irreale ma di grande impatto emotivo.

L'incontro di Diabolik con Eva ammorbidirà nei successivi numeri il carattere, pur sempre forte, del "re del terrore", il quale da spietato e crudele ladro assassino diventerà un personaggio via via più umano, contraddistinto da un suo particolare senso morale. Questo anche naturalmente per assecondare il favore del pubblico del fumetto col trascorrere degli anni. Eva Kant, cosa molto particolare per un fumetto nato negli anni sessanta, diviene via via meno sottomessa al partner, e il suo aiuto si rivela indispensabile e apprezzato per il protagonista. Quanto alle origini del personaggio, su di esse fa una qualche luce il n. 5 (107) del 1968, il celebre Diabolik, chi sei?: unico sopravvissuto di un naufragio, giunse in fasce su un'isola fuori delle normali rotte, fu allevato dagli uomini del malvivente King e da loro apprese le più svariate tecniche criminali. Diventato adulto, uccise King e fuggì dall'isola con il tesoro della banda, adottando il nome di una feroce pantera nera a cui King lo aveva paragonato.

Inizia la sua carriera in oriente, nel Deccan. Qui viene salvato da un contrabbandiere di nome Ronin ed entra a far parte della scuola di quest'ultimo, dove gli vengono insegnate numerose tecniche che in seguito faranno parte della sua attività, come i mille trucchi che utilizza per seminare i nemici, il lancio del pugnale e le arti marziali. Inoltre, in questa scuola adotterà il famoso costume nero. Poco tempo dopo la scuola viene distrutta e tutti gli allievi e i maestri, compreso Ronin, vengono uccisi da Walter Dorian, un criminale di Clerville sosia di Diabolik. Diabolik, unico sopravvissuto, lo ucciderà, in apparenza, e s'impossesserà della sua Jaguar e di tutte le sue proprietà, assumendo l'identità di Walter Dorian.

Sempre in Oriente avvenne il primo incontro tra lui e Ginko. L'ispettore, sulle tracce di trafficanti di droga, avrà il primo faccia a faccia col criminale e in quel momento inizierà la loro eterna sfida. Poco tempo dopo, Ginko lo catturò, senza sapere che il criminale indossava una delle sue maschere. Diabolik fuggì subito dopo.

Il primo colpo, raccontato nel primo episodio della serie, Il re del terrore, vede come vittime la famiglia Garian. Con un abile gioco di maschere e intrighi, Diabolik, alias Walter Dorian, rovina l'intera nobile casata. Farà la prima apparizione Gustavo Garian, che nei primi numeri sarà una sorta di assistente di Ginko. Nel primo numero facciamo anche la conoscenza di Elisabeth Gay, la prima ragazza di Diabolik, bella ma molto ingenua, che crede che il suo amante sia un ricco uomo d'affari. Sarà Elisabeth a scoprire la vera identità di "Walter" e a denunciarlo nel terzo numero, L'arresto di Diabolik. Sempre nel terzo numero fa la sua prima apparizione Eva, che, dopo la denuncia di Elisabeth, salva il ladro dalla ghigliottina, facendo giustiziare un suo fastidioso pretendente.

Un capitolo a parte meritano le maschere di cui Diabolik ed Eva si servono spesso e che sono un elemento essenziale delle vicende narrate. Le maschere sono composte da una resina modellabile che solidificando diventa sottile e trasparente come la pelle umana, replicandone perfettamente l'elasticità. Questo materiale, insieme alla straordinaria abilità di Diabolik nel modellarlo, gli permette di riprodurre alla perfezione i lineamenti di un volto umano creando un viso maschile o femminile, giovane o anziano, di propria invenzione oppure duplicando fedelmente quello di una persona conosciuta partendo dall'osservazione diretta o anche solo da fotografie scattate di nascosto o recuperate da riviste e giornali. Con il tempo anche Eva Kant ha appreso la tecnica di realizzazione, sempre partendo dalla resina base di cui ignora però l'origine chimica.

In effetti questo ingrediente principale è una resina di origine vegetale unica nel suo genere. In natura si trova solo su una piccola isola immaginaria dall'ubicazione imprecisata denominata Bo-Tang. Gli abitanti di Bo-Tang sono doppiamente legati a Diabolik da un sentimento di riconoscenza: in passato ha salvato la vita della figlia del capotribù, mentre in tempi più recenti sono stati liberati dal pericolo di una potente multinazionale operante nel campo delle comunicazioni satellitari, intenzionata a impiantare sull'isola una base missilistica. Inizialmente anche lo stesso Diabolik ignorava il principio attivo della sostanza. Dopo molti anni, grazie ad analisi svolte con attrezzature sofisticatissime, solitamente non disponibili e alle quali ha avuto accesso durante un colpo, è riuscito a sintetizzare in laboratorio il componente sconosciuto. Questa scoperta gli ha permesso di avere più libertà di azione visto che non dipende più dalla resina proveniente dall'isola di Bo-Tang a cui, però, rimarrà fedele per via del giuramento fatto ad uno dei capi del villaggio di non rivelare mai a nessuno da dove proviene la suddetta resina necessaria per fabbricare le maschere. Diabolik rimarrà sempre fedele a questo giuramento, anche con Eva.

Le maschere ricoprono interamente il volto e la testa di chi le indossa, compreso il collo. Capelli e sopracciglia sono parte della maschera e quindi non c'è bisogno di usare parrucche, così come barba e baffi, se presenti. Da come sono raffigurate le maschere non indossate, persino orecchie, palpebre, labbra ne fanno parte, andando a ricoprire e celare quelle dell'utilizzatore. L'unico aspetto che rende necessario un trucco a parte sembra essere il colore degli occhi, perciò in varie occasioni Diabolik ed Eva usano lenti a contatto colorate. Le maschere permettono la traspirazione al viso di chi le porta, infatti possono essere indossate più volte e per lunghi periodi di tempo. Si tolgono facilmente, velocemente e senza romperle, permettendo alla coppia cambi di ruolo repentini. Possono essere ripiegate e tenute nascoste in spazi ridotti, come ad esempio la borsetta di Eva. Ogni piega del viso è fedelmente riprodotta e risponde in modo stupefacente ai cambiamenti di espressione e ai movimenti facciali. Il bordo inferiore della maschera di solito aderisce alla base del collo e una volta sistemato è assolutamente invisibile. Ad esempio, Eva indossa abitualmente maschere di donne con acconciature corte o lunghe, pur presentandosi con un abito décolleté ad un ricevimento piuttosto che in bikini sulla spiaggia, senza per questo rischiare di essere scoperta. Come unica accortezza tiene la sua lunga chioma bionda raccolta sulla nuca in modo da nasconderla sotto la maschera.

I lineamenti e il viso conferiti dalla maschera non variano a seconda di chi la indossa. Per questo in rare occasioni anche Ginko o altre persone hanno utilizzato maschere, recuperate ad esempio tra quelle (rare) tenute in custodia dalla polizia dopo esser state rinvenute in qualche rifugio di Diabolik, scoperto e abbandonato frettolosamente dalla coppia.

Le maschere e il camuffamento sono in effetti elementi centrali non solo per le vicende del fumetto, ma anche nel rapporto di coppia tra Diabolik ed Eva Kant. Li differenziano dalle altre persone, pur celandone la vera identità. Questo aspetto è sempre tra le righe e la disinvoltura con cui i due lo vivono rende l'ambientazione più intrigante. Di solito Diabolik ed Eva, essendo i loro volti molto conosciuti, usano le maschere per confondersi in mezzo alla gente e vivere situazioni normali interagendo con le persone. Tuttavia cambiano continuamente e radicalmente identità, fattezze, residenze, costruendosi coperture insospettabili. Molto spesso però le maschere servono per sostituirsi a persone specifiche che Diabolik ed Eva generalmente spiano studiandone prima abitudini, comportamenti e timbro di voce, per poi essere in grado di imitarli senza tradirsi. La corporatura dell'individuo da impersonare è importante: deve essere compatibile, cioè non troppo diversa da quella di Diabolik o Eva. I soggetti sostituiti di solito sono rapiti con qualche stratagemma e tenuti prigionieri, spesso narcotizzandoli o drogandoli con il Pentothal per carpirne informazioni utili e segreti. Diabolik a volte uccide il soggetto da impersonare, ma questo è accaduto sempre più raramente, in linea con il cambiamento del codice etico che ha caratterizzato l'evoluzione del personaggio.

Nei primi episodi del fumetto qualcuno è stato capace di accorgersi a vista se Diabolik o Eva indossavano una maschera. Con l'andare del tempo e il perfezionarsi della tecnica diventa invece virtualmente impossibile capirlo visivamente. Anche il tempo di realizzazione di una maschera è cambiato nel corso del tempo, infatti nei primi albi Diabolik impiega diverse ore per produrre una maschera con sembianze casuali, e addirittura molte settimane per fabbricare una maschera che riproduce le sembianze altrui mentre al giorno d'oggi impiega meno di due ore in entrambi i casi. A volte si ha l'impressione che persino al tatto non si riesca a distinguere il camuffamento. In alcune scene ad esempio Diabolik ed Eva, preso il posto di determinate persone, riescono a ingannarne persino i familiari nel fingere atteggiamenti ed effusioni di intimità dettati dall'esigenza di impersonare in modo credibile la persona sostituita agli occhi di mogli, mariti, parenti, amici, eccetera.

La polizia di Clerville è addestrata a effettuare il controllo approfondito del volto, afferrando opportunamente con le dita la pelle del sospetto sulla guancia o sul collo in modo da individuarne il camuffamento. In qualche episodio è stato possibile individuare le maschere anche quando il volto si bagna perché le gocce di acqua sembrano scorrere sulla superficie della maschera in modo strano. Altre volte eventi accidentali (lacerazione o spostamento della maschera, a causa di colluttazioni in cui i capelli vengono tirati o il viso è afferrato) hanno permesso di smascherare Diabolik o Eva.

In ogni caso l'inganno consentito dalla perfezione del travestimento è quasi sempre determinante, anche perché garantisce a Diabolik ed Eva l'enorme vantaggio dell'elemento sorpresa.

Il duo romantico e criminale è in lotta perenne con l'ispettore Ginko, e anche se a volte costui riesce a catturarli, essi riescono sempre a farla franca grazie a ingegnosi trucchi e straordinarie fughe spesso a bordo della famosa Jaguar E-Type, o evasioni che si svolgono anche grazie alle famose maschere, così perfette da ingannare chiunque; con tali maschere Diabolik ed Eva Kant riescono ad assumere le sembianze più disparate. Diabolik, Eva Kant e l'ispettore Ginko formano un triangolo di personaggi indissolubile: non esisterebbe Diabolik senza Ginko, il suo alter-ego più pericoloso, non esisterebbe Ginko senza un così temibile criminale e soprattutto non ci sarebbe Diabolik senza Eva, di cui è follemente innamorato e ricambiato in uguale misura. Anche Ginko, comunque, ha una fidanzata storica: la duchessa Altea di Vallenberg.

Clerville è la capitale dell'omonimo stato fittizio in cui Diabolik compie le sue attività criminali. Nei primi numeri della serie, il personaggio agiva a Marsiglia, poi gli autori decisero di inventare una città nuova, per evitare continue documentazioni sulla città. Sembra che le sorelle Giussani si siano ispirate alla città di Parigi, così come del resto lo stato di Clerville appare chiaramente ispirato alla Francia ed agli Stati posti nella sua regione geografica (il Principato di Monaco, il Granducato del Lussemburgo ed il Belgio).

Si sa che Clerville è un Paese europeo visto che nel 2002 adotta l'euro come moneta. La moneta precedente non è mai stata nominata, ma aveva lo stesso valore della lira italiana.

Lo stato di Clerville comprende anche altre città, apparse regolarmente negli albi, come ad es. Ghenf, la seconda città più importante dello stato di Clerville: situata sul mare (Clerville invece è nell'interno, attraversata da un fiume), covo di bande malavitose.

A Clerville ci sono molti ricconi e criminali, gli obiettivi del Re del terrore. Nel microcosmo diaboliko i cognomi sono tutti stranieri, mentre i nomi propri sono italiani. Forse per evitare casi di omonimia.

A Clerville inoltre ci sono molti criminali e una forte mafia, molti di questi criminali si sono diventati ricchi con il tempo e possiedono gioielli e denaro. Questi sono gli obiettivi di Diabolik, ma non perché si ritiene un giustiziere desideroso di emulare Robin Hood: coloro che si sono arricchiti in modo illegale sono più facoltosi e tengono i frutti delle loro attività in casa e non in banca. Non mancano, comunque, numerosi episodi in cui la vittima dell'assassino dai 1000 volti è un onesto e tranquillo nobile che vive in una di quelle numerosissime ville che si possono ammirare nelle colline appena fuori Clerville.

Non c'è solo la "città-megalopoli" di Clerville a far da sfondo alle avventure di Diabolik, Eva e Ginko: in tutti gli oltre settecento episodi, i lettori si sono trovati immersi in diverse altre cittadine, paesini e altre grandi città e metropoli come ad esempio Clemon, piccolo villaggio sulla costa abitato da pescatori con le stradine in acciottolato e il porticciolo ("Agguato sul fondo" 1968); Colleverde è invece il luogo in cui vive la tenera Bettina ("Angoscia" 1966), mentre Montvert è il nome di un paese sulle colline di Clerville.

Nel novembre 2005, la casa editrice Astorina ha pubblicato la Guida turistica di Clerville, un volume che contiene la mappa intera dello stato e della sua capitale, con tutti i riferimenti agli oltre settecento episodi del Re del Terrore.

Le avventure inedite di Diabolik vengono pubblicate ancora oggi mensilmente, a 50 anni di distanza dalla prima uscita, con numerose ristampe periodiche. I primi numeri sono oggetto di culto da parte dei collezionisti. Le sue storie, smussate dal cambiare dei tempi e delle mode affascinano ancora perché improntate ad uno stile classico in cui il bene e il male sempre si fronteggiano.

Alla realizzazione grafica del personaggio si sono alternati nel tempo diversi disegnatori di fama fra i quali Sergio Zaniboni, Enzo Facciolo, Franco Paludetti, Giorgio Montorio, Brenno Fiumali, Flavio Bozzoli, Glauco Coretti, Lino Jeva, Mario Cubbino, Emanuele Barison, Giuseppe di Bernardo, Angelo Maria Ricci, Jacopo Brandi, Paolo Zaniboni, Pierluigi Cerveglieri, Matteo Buffagni, Bruno Brindisi, mentre per le sceneggiature, oltre alle sorelle Angela e Luciana Giussani, molto si deve a Patricia Martinelli, alla direzione di Diabolik per circa dieci anni, nonché a Mario Gomboli, attuale direttore della casa editrice e della testata ed autore di più di cento soggetti, Alfredo Castelli, Tito Faraci, Andrea Pasini, Diego Cajelli, Carla Massai e la supervisionista delle sceneggiature, Licia Ferraresi.

Diabolik è stato pubblicato, oltre che in Italia, anche in: Argentina, Brasile, Colombia, Finlandia, Belgio, Messico, Francia, Germania, Danimarca(con il nome di "Satano"), Grecia, Israele, Olanda, Polonia, Romania, Spagna, Stati Uniti e Jugoslavia. Nel 2009 ne è uscita una storia ("Il Re del Terrore") in lingua esperanto[4]. Ritrovamenti non autorizzati vengono inoltre registrati in altre nazioni, è recente la scoperta di un Diabolik in lingua cingalese. All'estero, attualmente, Diabolik è ancora pubblicato soltanto in Croazia dall'editore Ludens, che pubblica anche fumetti della Sergio Bonelli.

Nel 1968 il successo del personaggio ispirò una parodia dell'attore e cantante Johnny Dorelli che interpretò il personaggio di "Dorellik" dapprima alla radio ed in televisione, e poi nel film "Arriva Dorellik", diretto da Steno. Inoltre nel 2011 esce la serie restaurata degli albi chiamata "Gli anni del terrore" che comprende cinquanta albi.

 Ideatori: Angela e Luciana Giussani

Sceneggiatori:  Mario Gomboli, Patricia Martinelli, Tito Faraci, Andrea Pasini, Carla Massai,  Licia Ferraresi, Diego Cajelli, Giorgio Corbetta, Angelo Palmas, Giancarlo Berardi.

Sceneggiatori passati: Pier Carpi, Alfredo Castelli, Marco Cortini, Marco Baratelli, Giannalberto Bendazzi, Stefano Ferrario, Alberto Fiocchi, Michele Gazzarri, Nino Laccisaglia, Luigi Locatelli, Giancarlo Malagutti, Agrippino Musso, Roberto Recchioni, Erika Rossi

Disegnatori: Sergio Zaniboni, Enzo Facciolo, Giorgio Montorio, Angelo Maria Ricci, Pierluigi Cerveglieri, Emanuele Barison, Giuseppe Palumbo, Giuseppe Di Bernardo, Luigi Merati, Giancarlo Alessandrini, Armando Bonato, Flavio Bozzoli, Emilio Cecchetto, Glauco Coretti, Mario Cubbino, Edgardo Dell'Acqua, Beniamino Delvecchio, Brenno Fiumali, Alarico Gattia, Lino Jeva, Luigi Marchesi, Saverio Micheloni, Paolo Ongaro, Franco Paludetti, Gabriele Pennacchioli, Giancarlo Tenenti, Stefano Toldo, Remo Berselli, Angelo Zarcone, Aulo Lino Brazzoduro (Lino Brazzi), Leone Cimpellin, Stefano De Luca, Pietro Gamba, Carlo Peroni, Marinella Sangalli, Vaccaro, Virgilio Muzzi, Aurelio Moglia, Giordano, Calissa "Kalissa" Giacobini, Eros Kara, Ferdinando Corbella


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